Franco Monari


2017-2020


L’artista Franco Monari realizza fotografie di quelli che definisce “paesaggi interiori”. Utilizzando polistirolo, stucco e nylon, Monari costruisce un universo di luoghi in cui non ci sono dettagli, ma solo l’essenza delle forme e dei colori. Il risultato è un’atmosfera metafisica, indefinita, in cui lo spazio è avvolto da un silenzio immobile. Sono paesaggi che l’autore ha visto, nei quali ha vissuto o semplicemente con i quali ha instaurato un intimo legame. “Ho in mente un’idea di poesia visiva che spesso il mezzo fotografico non mi permette di raggiungere” – spiega Monari. “Dovrei dipingere, ma la pittura ha dei tempi troppo lunghi. La fotografia è più rapida, ma memorizza dettagli inutili. Il mio approccio mi permette di prendere in mano i miei ricordi, modellarne la forma ed i colori, per poi fissarli in una fotografia che diversamente non riuscirei ad ottenere.
The artist Franco Monari takes photographs of what he calls “interior landscapes”. Using polystyrene, plaster and nylon, Monari builds a universe of places where there are no details, but only the essence of shapes and colors.The result is a metaphysical and indefinite atmosphere in which the space is enveloped by a still silence. They are landscapes that the author saw, in which he lived or simply with whom he established an intimate bond. “I have in mind an idea of ​​visual poetry that often the photographic medium does not allow me to reach" - explains Monari. "I should paint, but painting takes too long. Photography is faster, but stores unnecessary details. My approach allows me to take hold of my memories, shape their shape and colors, and then fix them in a photograph that otherwise I would not be able to obtain”.





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Exhibition view

group show “
Come se niente fosse”,
Artfarm Pilastro 20esima Edizione 
(2021)


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[...] Importante è anche l’iconizzazione dell’oggetto trapiantato e ricostruito, riprodotto nell'immagine fotografica che lo rende iconico, degno di essere rappresentato e ricordato.  Anche se gli oggetti rappresentati sono indefiniti, senza un'identità ben chiara e la loro collocazione temporale rimane enigmatica, acquisiscono la capacità di accendere l’immaginazione. Essi diventano la rovina che, citando Auge “sfugge al tempo reale”,  quella che riesce a risvegliare nello spettatore “la coscienze della mancanza” e diventa per ciascuno spettatore il proprio simbolo del tempo perduto o del desiderio ancora da costruire. [...]

[...] Important is also the iconization of the transplanted and reconstructed object, reproduced in the photographic image that makes it iconic, worthy of being viewed and remembered. Even though the objects represented are indefinite, without a clear identity, and their location in time remains enigmatic, they acquire the ability to trigger imagination. They become “the ruin” that quoting Marc Auge "escapes real time", the one that manages to awaken in the viewer "the consciousness of what’s missing" and becomes for each spectator his own symbol of past time or desire still to build. [...]

(estratto testo di Spela Zidar per la mostra “Detriti”, Saci, Firenze 2020)

Testo critico di Spela Zidar

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Exhibition view

group show “Per quanto tempo è per sempre”,
Ex Celle Frigo - Prato
(2020)

[...] Conservare, cristallizzare la materia (e non solo), per una artista contemporaneo vuol dire spesso far riferimento al mantenimento virtuale, e non, di memoria e tempo. Come in una cella frigo abbiamo un perenne circolo tra acqua e ghiaccio, tra fluido e solido, i concetti di scioglimento e trasformazione diventano terreni fertili di produzione, che aprano una riflessione sul senso metaforico del congelamento, dello stanziamento e dellimmobilità. [...]
(estratto testo di Leonardo Moretti e Spela Zidar per la mostra “Per quanto tempo è per sempre”, Ex Celle Frigo, Prato 2020)


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Rimanenze di me  
(2020 during covid-19 quarantine period)



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Exhibition view
group show “Ars Gratia Artis”,
Galleria ArteSi - Modena
(2019-2020)


                      


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Coag_W4  
(2018-2019)


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Zeichen  
(2018-2019)
Serie fotografica ispirata alla casa-baracca del poeta Valentino Zeichen.
Photographic series inspired by the house of the poet Valentino Zeichen


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Ritratto rosso
(2018)


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Exhibition view
Franco Monari, “Il cielo non importa” solo show,
Spazio Contemporanea - Brescia
(2018)

[...] “In fondo le rovine paiono uguali a chi non le conosce, eppure esse raccontano i mondi precedenti, la presenza della mano di un uomo, il vigore assassino o liberatorio nell’atto di sparare, picchiare con una mazza o far detonare una carica di esplosivo”.
[...]
(estratto testo di Maurizio Bernardelli Curuz per la mostra “Il cielo non importa”, Spazio Contemporanea, Brescia 2018)




Catalogo editato in occasione della IX edizione del concorso darte contemporanea Premio Nocivelli per la mostra personale di Franco Monari Il cielo non importa (Brescia, Spazio Contemporanea, 2018) - a cura di Maurizio Bernardelli Curuz, testi di Alessandra Galletta e Maurizio Bernardelli Curuz

Testo di Alessandra Galletta
Testo critico di Maurizio Bernardelli Curuz


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Exhibition view
Franco Monari, Amor Loci solo show,
Galleria ArteSi - Modena
(2018)

[...] “Tutti i soggetti di Monari sono i loro corpi, o ciò che ne resta, e sono posti al centro, come protagonisti in carne e ossa di una narrazione silente. Hanno un che di monumentale, nonostante il loro essere dimesso, per nulla sontuoso né compiaciuto. [...]
(estratto dal testo di Cristina Muccioli per la mostra “Amor Loci”, Galleria ArteSi, Modena 2018)

Testo critico di Cristina Muccioli


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Il cielo non importa  
(2017-2018)
Fotografie still life
Still Life photographys



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PREMIO NOCIVELLI VINCITORE ASSOLUTO





Magnitudo  
(2017)
Fotografie still life ispirate al terremoto dell'Emilia del 2012
Still Life photographys inspired by the earthquakes occurred in Emilia in 2012



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Senza titolo / bianco con legno /  
(2017)